Egregio signor Presidente della Confederazione Merz,
Gentili Consigliere federali,
Egregi Consiglieri federali,
nel dicembre 2009, in occasione della conferenza sul clima di Copenhagen, si chiuderanno le trattative sul processo post Protocollo di Kyoto. Il fatto che il riscaldamento globale non superi la soglia dei 2°C, è un aspetto centrale per molte persone nei Paesi in sviluppo, ma è nell’interesse anche della Svizzera. Dal Governo elvetico mi aspetto pertanto che si adoperi, assieme ad altri Paesi industrializzati, a favore di una politica climatica drastica, efficace ma anche differenziata ed equa, basata su tre pilastri:
- La Svizzera deve ridurre le proprie emissioni di CO2 del 40% se possibile entro il 2020 e contemporaneamente permetterne la diminuzione anche all’estero. Dobbiamo essere coscienti che qualsiasi indugio provocherà un surriscaldamento climatico oltre la soglia critica dei 2°C.
- Dovranno essere acquistati solo certificati d’emissione che siano sostenibili dal punto di vista ecologico, economico e sociale (si veda lo Standard Gold del CDM relativo al Protocollo di Kyoto).
- Gli strumenti finanziari necessari sono da reperire separatamente dai mezzi richiesti dall’ONU (obiettivo dello 0.7%) per l’aiuto allo sviluppo. Per coordinare tutte le misure dovranno essere creati strumenti a livello dell’ONU.
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